Quello che vuoi VS quello che ti fa stare bene

Ad un certo punto della mia vita, sono stata colpita da una realtà tanto banale quanto scioccante: quello che volevo non mi faceva stare bene.

Probabilmente questa confusione esistenziale dipende dal fatto che uno dei problemi principali della nostra esistenza è proprio capire ciò che vogliamo veramente. Il più delle volte siamo convinti di volere qualcosa, ma quando l’abbiamo ottenuto ci rendiamo conto che

a) Non era quello che ci aspettavamo.

b) Una volta ottenuto nulla è veramente cambiato nella nostra vita.

Il problema è che la maggior parte delle volte che desideriamo qualcosa, non siamo veramente noi a volerlo, no.

E’ la pressione del conformismo sociale a imporci certi desideri. Un certo lavoro, un certo numero di zeri sulla busta paga, una certa casa, una certa automobile, un certo numero di figli, un certo tipo di relazioni. Viviamo per riempire delle caselle, per unire i puntini neri e rivelare il disegno della vita “completa” che gli altri vorrebbero veder riflettere in noi.

Se i nostri sogni ed aspirazioni non sono allineati con quelli della maggior parte degli individui con un “profilo” simile al nostro (per età, cultura e ambiente), veniamo immediatamente etichettati come strambi, fanatici, illusi, immaturi.

Come ogni anno i miei ragazzi stanno per lasciare il liceo-nido e gettarsi nel feroce mondo del là-fuori. Alcuni di loro mi guardano con occhi luccicanti e mi dicono che vorrebbero diventare musicisti, cantanti lirici, poeti, artisti di strada. “Ma tanto”, aggiungono subito, “E’ impossibile”.

Io non posso fare altro che scuotere la testa e rispondere “Perché no?”.

Ci insegnano ad abbandonare i nostri sogni prima ancora di provare a realizzarli, in via precauzionale. Ci insegnano l’arte della frustrazione e della rinuncia. Quello che non ci insegnano è la perseveranza, la pazienza, il coraggio.

La cosa assurda è che se i grandi sogni li deridiamo, quelli piccoli li disprezziamo.

Se un ragazzo vuole vivere di musica, forse non per forza significa che vuole fare la vita di Bon Jovi. Magari sarebbe perfettamente soddisfatto servendo ai tavoli  e suonando con gli amici il fine settimana. Perché dovremmo convincerlo ad iscriversi a Economia?

La cosa più preziosa che abbiamo è il tempo.

Il tempo per fare quello che ci rende felici. La vita è una e non ha senso sprecare i pochi attimi che abbiamo rimandando il momento in cui saremo felici, passando anni a studiare per un futuro che non ci interessa.
Anni a lavorare per un conto in banca che non potrà seguirci quando volenti o nolenti cesseremo di essere.

Forse i tuoi sogni, adesso ti sembrano impossibili. Forse ti vergogni ad ammettere che saresti perfettamente felice con quello che molti altri considerano troppo poco.

Lasciali parlare. Vivi ogni attimo inseguendo la tua, di felicità. Fai quello che ti fa stare bene, e non rimandare! Fallo adesso, qualunque cosa sia.

 

 

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2 Comment

  1. Eleonora says: Rispondi

    Mi hai emozionata… ho riflettuto molto su questo nostro magico cammino chiamato Vita!
    un abbraccio
    Eleonora

    1. grazie mille Eleonora, un abbraccio! 🙂

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