Differenze tra la scuola francese e la scuola italiana

Se vi frulla in testa da un po’ l’idea di andare a insegnare (o a studiare!) in una scuola superiore francese, forse vi interesserà dare un’occhiata a questo articolo. Le cose più ovvie per una cultura, possono rappresentare una sorta di shock culturale per un’altra. Di certo quando ho fatto le valigie per trasferirmi in Francia un anno e mezzo fa, non avevo la minima idea di come funzionasse il sistema scolastico francese oppure di come fossero organizzate le loro scuole.

DIFFERENZE TRA LA SCUOLA FRANCESE E LA SCUOLA ITALIANA

1 IL POMERIGGIO SI VA A SCUOLA.

Yes, you got it right. La scuola francese inizia generalmente alle 8 di mattina e si protrae fino alle 5 di pomeriggio. Per gli insegnanti questo significa un orario delle lezioni pieno di buchi. Non illudetevi, le mezze giornate libere sono rare, il più delle volte resterete a scuola tutto il giorno, lavorando in sala prof tra una lezione ed un’altra.
Per gli studenti la scuola il pomeriggio potrebbe essere un fattore positivo, considerato che avrete molti ma molti meno compiti a casa.
Il mercoledì pomeriggio normalmente è libero per tutti.

2 CI SONO I “SORVEGLIANTI”

Personaggi assenti nelle nostre scuole italiane, i sorveglianti sono persone assunte con l’unico scopo di controllare gli studenti. Li sorvegliano all’entrata ed all’uscita da scuola, durante la ricreazione, durante le ore di studio pomeridiane o i compiti in classe. Se uno studente si comporta male durante un corso, può essere inviato dal prof nello studio del sorvegliante che gli farà una bella lavata di capo …
Personalmente, non facendo questa figura parte della nostra cultura, il ruolo dei sorveglianti trascende dalla mia comprensione e preferisco sempre occuparmi personalmente della disciplina degli studenti che mi sono affidati.

3 IL LICEO È UGUALE PER TUTTI

Applicazione pratica del valore repubblicano dell’uguaglianza, in Francia i licei sono unici, cioè generali. Il primo anno è uguale per tutti, poi si può scegliere un indirizzo (tecnico, letterario, scientifico etc.) ed ogni gruppo seguirà lezioni dedicate. Per noi insegnanti di L2 questo è un po’ un problema perché nonostante gli studenti abbiano indirizzi (e quindi programmi) differenti, di solito ce li ritroviamo tutti insieme appassionatamente nella stessa classe. Non sto qui a spiegarvi le difficoltà della pedagogia differenziata, ma in generale trovo molto bello avere in classe studenti con sogni ed aspirazioni spesso tanto differenti.

4 LA SCUOLA SECONDARIA DURA UN ANNO IN MENO

In Francia, l’ultimo anno di scuola media corrisponde alla nostra prima superiore. Poi ci sono tre anni di liceo e l’esame di maturità. I ragazzi francesi cominciano l’Università un anno più giovani di noi. Riguardo a questa differenza, non so bene cosa pensare. Tenendo conto della mia esperienza in Francia fino ad adesso non sono così sicura che i ragazzi di 16-17 anni siano pronti ad affrontare il mondo del lavoro/dell’Università. Ma forse non si è mai pronti veramente…

5 I MALEFICI COEFFICIENTI

Dulcis in fundo, I coefficienti. Li ho lasciati per ultimi, li detesto e spero con tutto il cuore che non arrivino mai in Italia. Vi spiego meglio. Al liceo, ogni materia ha un “coefficiente”, che influenza il suo peso nella valutazione finale che gli studenti si ritrovano in pagella e alla maturità. I coefficienti sono diversi secondo l’indirizzo scelto. Per esempio, nella media generale di uno studente dell’indirizzo scientifico, le materie come matematica e fisica hanno un peso maggiore rispetto al francese e alle lingue. In generale, l’italiano come lingua seconda è la disciplina con il coefficiente più basso, lo stesso dell’educazione fisica. Questo sistema che non esito a definire malefico, ha una prima terribile conseguenza sulla motivazione.
Gli studenti fanno presto a pensare : se il mio problema è evitare la bocciatura, di certo non mi metto a studiare italiano, non sarà quella la materia che mi salverà. In secondo luogo ed ancora più importante, ritengo che un sistema simile che favorisce enormemente alcune materie a scapito di altre sia mortificante e diseducativo. È vero che i coefficienti si basano sulle specialità scelte, ma non dimentichiamo che a quell’età non è semplice decidere la direzione da prendere. Uno studente potrebbe prendere un indirizzo scientifico per poi accorgersi di preferire le materie letterarie. Ma i suoi sforzi e i suoi slanci in quella direzione saranno sempre mortificati perché ritenuti di poco conto alla fine dell’anno. Senza contare che materie come l’educazione fisica vengono considerate meno di niente, non esistendo nemmeno un indirizzo specifico. Il sistema dei coefficienti è un sistema primitivo, classista e ignorante che non tiene conto delle intelligenze multiple, del multiculturalismo e di tutto quello che secondo me si dovrebbe imparare in una scuola, cioè vivere nel rispetto e nella valorizzazione delle differenze.

Ecco qui, queste sono le 5 differenze che più mi hanno colpito quando sono arrivata nella scuola francese. Come in tutti i sistemi, ci sono cose che mi piacciono e cose che non mi piacciono. Non vorrei che la mia analisi sembrasse una critica alla Francia che mi ha accolta e mi dà di che vivere, tutt’altro.

Spero il post vi sia stato utile, se avete domande sulla scuola francese, sono qui!

Se volete saperne di più sulla mia esperienza nella scuola francese, perché non date un’occhiata al mio vlog?

PLAYLIST: QUI NON SIAMO A PARIGI (VLOG)

Au revoir ! 🙂

18 Comment

  1. Julie says: Rispondi

    Ciao, volevo solo aggiungere un commento su un dato che non è esatto. Infatti, l’ultimo anno di liceo, “la Terminale”, è l’anno della maturità: di solito, se non sono mai stati bocciati, i ragazzi superano questo “bac” l’anno del loro diciottesimo compleanno: visto che l’esame è a giugno, una parte degli alunni ha già 18 anni, l’altra no. Di conseguenza, si entra all’università a settembre con questo requisiti: avendo 18 anni giusti, oppure sono da compiere entro la fine di dicembre.
    Grazie mille per tutti i suoi consigli!

    1. lindabrillante says: Rispondi

      Ciao Julie! Grazie! Sì, in effetti è vero. La differenza è che in Italia hanno tutti 18 anni prima della maturità 🙂 Spero di ritrovarti ancora qui sul blog, bonne journée!

  2. Fabio says: Rispondi

    Un altro fattore importante che ha un’influenza sulla pedagogia e l’apprendimento degli studenti sono le vacanze scolastiche.
    Gli studenti francesi sono impegnatissimi perché vanno a scuola dal lunedi al venerdi, mattina e pomeriggio, senza praticamente avere una vera vita sociale e familiare, ignorando lo sport che i più piccoli si ritrovano obbligati a praticare il mercoledi pomeriggio (che dovrebbe essere il momento del riposo).
    Invece ogni cinque settimane ecco che qui in Francia gli studenti e gli insegnanti hanno due settimane di vacanza, durante i quali il ritmo viene completamente cambiato per poi essere difficilmente ritrovato al momento di riprendere le lezioni. La giustificazione ufficiale del ministero è di “dare un momento di riposo e svago agli studenti”; la realtà è che si vuole alimentare il flusso interno del turismo per riempire gli hotels.

    1. non so risponderti riguardo al turismo, ma è vero che da insegnante, riprendere dopo tutte queste pause è davvero dura!

      1. Katia says: Rispondi

        Buonasera,
        mi permetto di portare un punto di vista diverso per quello che riguarda le vacanze scolastiche offerte ai ragazzi della scuola francese durante l’anno scolastico.
        Da un anno a questa parte abbiamo scelto di mandare nostra figlia in una scuola francese presente sul territorio italiano e uno dei molteplici aspetti positivi che ci ha spinto a questa scelta è stato proprio questo calendario completamente diverso da quello a cui siamo abituati. Mia figlia ha sempre avuto difficoltà nella scuola italiana ( parlo di scuola elementare): arrivava troppo stanca e bisognosa di riposo già ad aprile e affrontare l’ultimo periodo di scuola era davvero faticoso (salvo poi arrivare già a metà agosto senza più sapere cosa farsene di questi benedetti tre mesi di stop). Adesso invece è sempre riposata e non fa nessuna fatica a riprendere in mano le lezioni dopo due settimane di vacanza, senza contare che ha anche l’intero fine settimana libero, visto che il sabato la scuola è chiusa.

        1. Se sua figlia si trova bene, è stata la scelta giusta per lei 🙂 mi fa piacere. Ognuno dei due sistemi ha punti a favore e contro, da insegnante trovo difficile riprendere la scuola dopo ogni interruzione…ma naturalmente questo è solo il mio punto di vista! 🙂

  3. Marco says: Rispondi

    Salve ho sentito che nelle scuole francesi non si viene bocciati ma solo in casi eccezzionali,È vero?Se si anche nelle scuole superiori?

    1. Credo siano leggende metropolitane…la bocciatura esiste. Penso sia una tendenza europea e non solo francese quella di riservarla ai casi limite!

  4. Manuela says: Rispondi

    Buonasera,
    per un lavoro di traduzione e adattamento che sto svolgendo, mi occorrerebbe sapere a cosa potrebbe corrispondere nella scuola italiana la “première littéraire”.
    Se troverà il tempo e la voglia di rispondere, le sarò grata.
    Cordiali saluti.

    1. Non c’è una corrispondenza esatta, è qualcosa tra il liceo classico e il liceo scientifico! In una traduzione io scriverei liceo con indirizzo letterario 🙂

  5. Milena Modena says: Rispondi

    Mi farebbe piacere sapere come viene impostata la didattica. Mi hanno detto che la programmazione delle lezioni è molto serrata e puntuale e che si è spesso osservati da ispettori. Grazie

    1. Ciao Milena, benvenuta! 🙂
      Ci sono i programmi ufficiali che puoi consultare sul sito di EDUSCOL. Le ispezioni di solito possono verificarsi ogni 5 anni, ma dipende dalle materie e dalle singole situazioni. Per l’italiano, in questo momento gli ispettori si assicurano che la didattica segua un approccio orientato all’azione, che mette in risalto il saper fare degli studenti

  6. Eleonore says: Rispondi

    Ciao a tutti, volevo sapere se é possibile cambiare scuola essendo in premiere Economia Sociale in Francia ( equivale alla terza superiore in Italia) a un Liceo linguistico, oppure turistico italiano. Grazie

    1. Ciao Eleonore, purtroppo non so risponderti. Prova a chiamare un liceo linguistico/turistico italiano e chiedere a loro!

  7. Monia says: Rispondi

    Buongiorno,
    Sto pensando a trasferirmi in Francia l’anno prossimo dopo la maturità, e voglio continuare i miei studi in qualche école de commerc oppure fare l’univetsità e precisamente a Orleans o nelle vicinanze. Non so come funziona il sistema scolastico francese dopo il bac per gli studenti che vengono dall’Italia e i costi per le università e le borse di studio . Ho bisogno di un aiuto, sempre se è possibile. Grazie mille in anticipo !

    1. Ciao Monia, purtroppo non so darti le informazioni che ti servono, io ho completato i miei studi superiori in Italia. Una volta che avrai scelto una scuola, la cosa migliore è contattare la loro segreteria per chiedere informazioni. In bocca al lupo!

  8. Ciao una curiosità che mi frulla ma i libri li vai ad ordinare nelle librerie oppure è la scuola che te li da?

    1. Ciao Sami,
      i libri vengono comprati dalla scuola, che poi li da a docenti e studenti.

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